Grazzano Visconti

Caratteristico borgo ricostruito in stile medievale, con botteghe artigiane, oggetti in arte povera, ferro battuto e mobili antichi, quadri, tessuti ricamati a mano, il parco può essere visitato con guide esperte in ornitologia, per una piacevole passeggiata nella natura.

Il castello

Ha pianta quadrangolare con torri sui quattro angoli, due cilindriche e due quadrate. Edificato in pietra e laterizio, l'alternanza dei due materiali è sfruttata in chiave decorativa con l'alternanza di fasce e l'uso di profili in cotto su fondo in pietra. Gli edifici costituiscono tre lati del complesso, il quarto è chiuso da un muraglione merlato. L'ingresso era consentito da un ponte levatoio, di cui rimangono le tracce, sopra il fossato tuttora esistente.

 

Il borgo

Nei primi anni del Novecento Giuseppe Visconti di Modrone curò il restauro e ampliò gli annessi del castello costruendo ex novo un piccolo villaggio in stile neo-gotico-rinascimentale. Probabilmente l'unico edificio antico oltre il castello è la chiesetta dedicata a Sant'Anna, cappella privata della famiglia risalente al XVII secolo.


Il parco

Il grande parco che circonda il maniero misura circa 150.000 m2, e ospita: la chiesetta, lo studio del Duca, il belvedere che si protende sul rio Grazzano, il labirinto, il giardino all'italiana e diversi esemplari di alberi secolari. Mediante visite guidate organizzate dalla pro-loco il parco è ora visitabile a pagamento in determinati periodi dell'anno.

Oggi meta turistica, il borgo ospita botteghe artigiane e punti di ristoro e viene animato con rievocazioni storiche e feste in costume.

 

Fantasma

Quello che aleggia attorno a Grazzano Visconti e che si muove tra il parco ed il castello è il fantasma di una dama, dal nome ricco di poesia: Aloisa.
La storia di Aloisa è stata tramandata dai racconti della gente, che ha sempre rispettato la sua presenza e la memoria del suo triste destino:
Aloisa, sposa di un capitano di milizia, fu infatti tradita dal marito
e morì di gelosia e di dolore.
Da allora il suo spirito vaga in questi luoghi.
Un giorno lo spirito di Aloisa si manifestò al Duca Giuseppe che era un medium e ne guidò la mano per tracciare il suo ritratto: la donna di forme rotonde, non alta e con le braccia conserte rappresentata in diverse statue
di Grazzano Visconti è proprio lei, Aloisa.
Non è uno spirito ostile, anzi.
Come tutti gli esseri, chiede affetto e sorriso, e dice "Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti".

 

È diventata nel tempo la protettrice degli innamorati e molti visitatori le offrono fiori e piccoli omaggi, per consolare lei,
che nell'amore non ebbe fortuna.